PISTOIESE QUALE FUTURO?

Il presidente arancione, Massimiliano Braccialini, scruta pensieroso l'orizzonte: le prospettive per la sua Pistoiese non sono rosee

Testo:Francesco Petrucci
 
Il presidente arancione, Massimiliano Braccialini,
scruta pensieroso l’orizzonte: le prospettive per la sua
Pistoiese non sono rosee

Dopo la retrocessione in Seconda Divisione, ci si interroga sugli sviluppi della situazione legata alla società arancione. Entro il 30 giugno devono essere espletate una serie di operazioni indispensabili per partecipare al prossimo campionato: dalle liberatorie dei giocatori, alla cifra necessaria per l’iscrizione, i soldi che servono sono tanti: il presidente Braccialini conferma le difficoltà, ma si dice obbligato a restare.

Dopo la retrocessione, nubi nerissime si addensano sul cielo della Pistoia calcistica. La difficile situazione della società arancione, si è fatta, dopo la sconfitta di Foligno, di ora in ora più drammatica.

Lunedì, in conferenza stampa, mister Torricelli ha espresso tutto il suo disappunto per la retrocessione, non risparmiando severe critiche alla società: “E’ difficile -questa in sintesi la presa di posizione del tecnico- riuscire a ottenere certi risultati quando quotidianamente si deve convivere con una condizione di stress e di tensione legata alla difficile situazione societaria. I problemi, che alla fine hanno determinato l’esito infausto della stagione, non erano soltanto di natura tecnico-tattica, ma soprattuttolegati a fattori esterni al campo di gioco“. Una critica, nemmeno troppo velata, alla gestione Braccialini. Del resto, la situazione dei giocatori è nota: molti di essi sono fermi al pagamento del mese di dicembre e la tensione fra dirigenza e squadra è stata sempre palpabile, fino ad arrivare a una sorta di pace armata coincisa con l’arrivo di Torricelli e le speranze di una miracolosa salvezza. Naufragate queste, adesso si profilano giorni di fuoco, con i giocatori che, se non percepiranno entro fine giugno le spettanze relative alle mensilità di gennaio, febbraio, marzo e aprile, potrebbero rifiutarsi di firmare le liberatorie, indispensabili per permettere alla società l’iscrizione al prossimo campionato di Seconda Divisione.

Il presidente Braccialini, rimasto finora in silenzio, prova a precisare la situazione: “Sto aspettando i contributi della Lega -dichiara il numero uno arancione- per poter pagare i giocatori: abbiamo tempo fino al 26 giugno; cercheremo di farcela“. Parole che non lasciano intravedere una situazione facile, anche perchè le pendenze sono pure altre: il bilancio si è chiuso con un disavanzo vicino ai 500mila euro e per le pratiche di iscrizione ne devono essere versati altri 70mila. La famiglia Braccialini riuscirà a far fronte a queste necessità? Il presidente spiega: “La Pistoiese è in vendita ormai da un anno, ma a parte qualche semplice chiacchierata, offerte serie non ne sono arrivate. La mia gestione è stata fallimentare, inutile negarlo: sono pronto a farmi da parte, lo riterrei doveroso, ma purtroppo sono obbligato a restare. La piazza ci è ostile, abbiamo commesso molti errori in queste due stagioni: ma se nessuno è disposto a rilevare la società devo cercare di andare avanti“.

C’è tempo fino al 30 giugno per porre rimedio, almeno temporaneamente, a una situazione che definire difficile è un eufemismo. Se nessuno, come il presidente Braccialini asserisce, è realmente interessato alla Pistoiese (nemmeno il misterioso imprenditore romano di cui si sente parlare nelle ultime ore in città viene ritenuto interlocutore credibile, ndc), c’è poco da fare: bisogna sperare di avere a stretto giro di posta i contributi della Lega relativi all’utilizzo massiccio dei giovani effettuato dalla Pistoiese in questa stagione, far firmare le liberatorie ai giocatori, pagare l’iscrizione. Il tutto deve avvenire entro la fine del mese. Altrimenti, per il calcio a Pistoia, senza tanti giri di parole, potrebbe essere di nuovo la fine…

fonte: calciotoscano.it

PISTOIESE QUALE FUTURO?ultima modifica: 2009-06-11T14:19:00+02:00da lucchese1905
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