PISA IN LEGA PRO

ccc.jpg Ecco il tabellino e la cronaca della partita.

Pisa   Brescia : 0 – 1

PISA (4-2-3-1): Cejas; Birindelli, Piccinni, Viviani, Zavagno; Raggio
Garibaldi (al 12’st Degano, al 36’st Antenucci), Braiati; Alvarez, Genevier,
Job (al 31’st Greco); Gasparetto. A disp.: Morello, Radovanovic, Feussi,
D’Anna. All. B. Giordano

BRESCIA (4-3-1-2): Arcari; Rispoli, Bega, Mareco, Gorzegno; Zambrella,
Baronio, Vass; Taddei (al 20’pt Zambelli); Nassi (al 33′ Feczesin), Okaka
Chuka (24’st Dallamano). A disp.: Caroppo, Salamon, Szetela, Berardi. All.
A. Cavasin

Arbitro: Sig. Nicola Ayroldi di Molfetta, assistenti Massimiliano Grilli di
Gubbio e Roberto Romagnoli di Macerata. Quarto ufficiale: Claudio Bietolini
di Firenze.

Marcatori: 49’st Zambrella.

Note : giornata di sole, temperatura estiva, terreno in perfette condizioni ; osservato un minuto di silenzio in memoria di Eugenio Bortolon, tifoso vicentino deceduto a Parma sabato scorso ; spettatori 10.511 (paganti 3.006, incasso 38.973; abbonati 7.505, rateo 57.222 euro ; incasso totale 96.195). Ammoniti: 16’pt Vass; 18’pt espulso Vass per somma di ammonizioni; 30’pt Bega; 35’pt Birindelli; 12’st Piccinni; 26’st Zambrella; 29’st Gorzegno. Angoli: Pisa 3 (0 pt) , Brescia 4 (2 pt). Recupero: 4’pt; 5’st

PISA – Arriva all’ultimo turno il giorno della verità per il Pisa; vincere per mantenere la cadetteria onde evitare il pericoloso prolungamento dei playout se non addirittura il drammatico scenario della retrocessione diretta: il futuro in 90′. All’Arena arriva il Brescia, avversario non certo dei più abbordabili – e molto motivato – per centrare l’obiettivo; i lombardi già sicuri dei playoff sono alla ricerca della miglior posizione possibile per gli spareggi promozione; consci, che un anno fa, il piazzamento penalizzante fu la causa dell’eliminazione in semifinale contro l’Albinoleffe.

La squadra nerazzurra, in ritiro da lunedì pomeriggio, nel familiare rifugio di Pescia, giunge al match decisivo con una formazione incompleta; in difesa si registrano le assenze per squalifica di Trevisan e Bonucci così, la coppia centrale, viene composta da Viviani e Piccinni, a sinistra rientra Zavagno, mentre in mezzo al campo Giordano sorprende tutti escludendo Degano e D’Anna per iniziare la gara con Braiati e Raggio Garibaldi davanti alla difesa,  Genevier qualche metro più avanti, supportati ai fianchi da Alvarez e Job; unica punta Gasparetto. Cavasin non dispone di Tognozzi e Zoboli fermati dal giudice sportivo e poiché teme ulteriori stop disciplinari in vista dei playoff rinuncia a Possanzini e Zambelli; nella retroguardia recupera l’acciaccato Bega, mentre la mediana è formata dal tridente Zambella, Baronio, Vass. In prima linea Nassi e Okaka, con alle spalle il pisano Taddei.

Non c’è l’atteso clima infuocato che l’importanza della gara avrebbe fatto immaginare; predomina una sorta di silenzio fra gli spettatori, quasi bloccati anch’essi dalla paura di un esito negativo. Anche l’avvio della gara non è intenso, le formazioni si studiano e non forzano per non concedere agli avversari varchi utili nei primi minuti della contesa. La prima emozione giunge allo scoccare del 12′ grazie ad una pennellata di
Baronio dai 25 mt su punizione sulla quale Cejas in bello stile interviene mettendo in calcio d’angolo la sfera. La conduzione della manovra è nelle mani delle rondinelle ma, al 18′, gli ospiti rimangono prematuramente in dieci uomini, in quanto l’ungherese Vass rimedia due ammonizioni in tre minuti e consegnando agli uomini di Giordano la possibilità di
giocare settanta minuti in una condizione di vantaggio. Cavasin cerca di rimediare all’handicap numerico, rinforzando il centrocampo con l’innesto di Zambelli per Taddei; il modulo diventa un 4-3-2, con Baronio regista e Okaka incaricato di scalare in fase di non possesso.

Nonostante l’uomo in più, il Pisa rimane bloccato e non riesce ad esprimere trame offensive pericolose con gli ospiti che controllano senza difficoltà; sulle fasce laterali Alvarez e Job non affondano in modo incisivo, mentre, per vie centrali, gli attacchi si infrangono sul muro difensivo delle rondinelle poiché l’azione pisana è priva delle accelerazioni necessarie. Inevitabile lo /0-0 al fischio di metà gara, senza una conclusione nello specchio della porta.Schieramenti invariati alla ripresa del gioco e come nella prima frazione il Pisa è contratto, intimorito dalla paura di commettere un errore determinante  e per i risultati di estrema incertezza provenienti dagli altri campi.

Giordano tenta di dare maggior vivacità alla propria squadra inserendo Degano al 12′ al posto di Raggio Garibaldi in modo da avere uno schieramento più offensivo e l’opzione del tiro dalla distanza. Sussulto nerazzurro al quarto d’ora grazie a una percussione centrale di Braiati che salta tre avversari, entra in area e conclude con un rasoterra di sinistro, sventato da Arcari in modo determinante. La gara prosegue a strappi, il gioco non è né fluido né gradevole, prevale la tensione al punto che dalla panchina bresciana Cavasin manda in campo Dallamano al posto di Okaka al 24′, con l’intento di non rischiare, dopo che un minuto prima Zambelli aveva fallito una buona opportunità facendosi respingere la conclusione da Cejas in area di rigore. Giordano si gioca il secondo cambio con Leandro Greco al posto di Job al 31′, e poi l’ultimo, forzato, per infortunio di Degano dopo cinque minuti. Sul destro di Zavagno al 37′ passa la palla della salvezza, ma il tiro sul palo di sinistra esce di poco.

È il preludio al dramma del Pisa che si consuma in pieno recupero dopo che le dirette concorrenti – Rimini escluso – stavano centrando il risultato inseguito. Il Brescia parte in contropiede al 49′ e con il Pisa completamente sbilanciato va a segno con Zambrella che in piena tranquillità appoggia di testa in rete il cross proveniente da destra ad opera di Zambelli. Il Pisa retrocede diretto in Prima Divisione a causa della concomitante vittoria dell’Ancona in rimonta a Bergamo contro l’Albinoleffe. Il Brescia con la vittoria raggiunge il quarto posto e avrebbe anche potuto agganciare il terzo posto se la rete di Tavano ad Ascoli non avesse mantenuto i labronici nella prima posizione utile degli spareggi; ad attenderlo l’Empoli di Silvio Baldini, penalizzato dagli scontri diretti con i lombardi. Per il Pisa è una retrocessione inattesa nei modi, ma non nella sostanza; la squadra è stata incapace, sia sotto la
gestione Ventura sia sotto la gestione Giordano, di amministrare determinate gare che, condotte al termine su una apparente penalizzante parità, avrebbero garantito quantomeno quei pochi punti in più per evitare la retrocessione. Da stasera, il futuro, è ricolmo di incertezze che si uniscono al dolore di una categoria persa in modo sciagurato.

Di Alessandro Di Prato

PISA IN LEGA PROultima modifica: 2009-05-30T23:11:00+02:00da lucchese1905
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