STADI: UDINESE, PALERMO E LAZIO AL VIA

 SOLDATI: “SI AL CENTRO COMMERCIALE E MULTICINEMA”

Su Udineseblog il presidente Soldati fra il punto della situazione sul nuovo stadio, che avrà dei cambiamenti sul progetto iniziale ma non andrà ad intaccare i punti fondamentali, ovvero la copertura totale e l’avvicinamento degli spalti al campo. Uno stadio più ridotto con una spesa decisamente inferire (si dice la metà dei 137 milioni previsti inizialmente, che come conferma il presidente bianconero non comporterà ” nessun problema sulle cose contingenti come per l’appunto la copertura, l’avvicinamento al campo e le attività commerciali”. Non ci sarà l‘albergo “ma non cambierà nulla per quanto riguarda tutta l’attività sportiva e l’attività commerciale”

Sarà un impianto capace di ospitare manifestazioni internazionali come la Champions o gli Europei del 2016 se mai saranno assegnati all’Italia grazie ai suoi “30 mila posti disposti dalla Uefa per avere il diritto a organizzare certe cose. Avrà come detto spazi commerciali modulari e soprattutto indipendenti non di proprietà dell’Udinese. Ci sarà una società veicolo con vari soci che li gestirà, mentre l’Udinese pagherà l’affitto per gli spazi . Comunque siamo ancora in fase di ipotesi. Diciamo che è una linea di massima,ma il tutto verrà affrontato al più presto”. Il progetto comunque non si discosterà da quanto detto da Soldati e soprattutto, come ci tiene a sottolineare lo stesso presidente “non avrà peso sul bilancio dell’Udinese: camminerà con le sue gambe. Adesso studieremo la formula su chi interverrà e chi vorrà partecipare per sviluppare questo progetto, ma l’Udinese non avrà ripercussioni sul bilancio” tra i più sani in Italia.. Non influirà invece sul bilancio nemmeno l’auspicato aumento del pubblico che col nuovo impianto si spera possa avere una media di almeno 22,000 persone a gara, quasi il doppio di quelle attuali. Ma “l’introito dovuto a questo non influirà poi molto sul bilancio societario”, che aggiungiamo noi avrà sempre nelle Tv le maggiori entrate. Di certo il 2010 e i contratti collettivi, insieme al nuovo stadio possono dare una prospettiva diversa all’Udinese. “Ovviamente – prosegue Soldati – nel 2010 dovremo rivedere tutti i diritti. Secondo me il nuovo stadio non ci darà maggiore appeal dal punto di vista delle Tv. Il nostro appeal è dato dai tifosi sparsi in tutto il mondo che ci seguono”.

Comunque stadio nuovo, diritti tv nuovi, e quindi vita nuova? Magari con qualche acquisto che attiri ancora di più l’attenzione dei tifosi e funga da attrazione anche per un bacino d’utenza che ricordiamo comprende anche Austria, Slovenia e Veneto? “Noi come consiglio d’amministrazione seguiamo l‘azionista di riferimento: vogliamo che l’Udinese abbia i migliori risultati possibili sia in coppa che in campionato ma senza fare follie. Una azienda sportiva tra le prime dieci in Italia non può permettersi passi falsi”.

Una cosa è però certa. Il Nuovo Friuli, raccolto e con più pubblico può aiutare nei risultati sportivi: “Spero di riempire di i tifosi friulani il nuovo impianto, che siano contenti di quanto stiamo facendo, e facciano la giusta pressione affinché squadra, arbitri e avversari ne abbiano una certa influenza, come succede in Inghilterra dove il giocare in casa ha una valenza importante”.

ZAMPARINI: “A GIUGNO VIA AI LAVORI”

Il progetto del nuovo stadio a Palermo targato Zamparini è pronto (ma non lo era già a luglio e prima ancora?): il Comune comincerà a valutarlo a gennaio in termini di impatto e fattibilità. La società rosanero spera di ottenere le autorizzazioni nel più breve tempo possibile, consapevole come Sampdoria, Udinese e Fiorentina siano già al lavoro da anni e potrebbero arrivare prima allo stadio di proprietà, garantendosi così possibilità in campagna acquisti notevolmente superiori. Nei progetti di Zamparini e Sagramola l’impianto sorgerà nel quartiere Zen (oggi San Filippo Neri), al posto del Velodromo «Paolo Borsellino » che, attualmente, costa alla comunità un milione di euro all’anno solo di manutenzione. Uno stadio da 30mila posti da realizzare in 18-24 mesi, del costo di 75-100 milioni di euro (che il presidente metterebbe anche di tasca sua, ricorrendo a prestiti-mutui a tasso agevolato). L’impianto prevede non solo tribune prossime al terreno di gioco, ma anche un centro di riabilitazione, cinema multisala, un’area commerciale, una palestra, parcheggi e dei punti ristorazione per il giorno dell’evento. Entro giugno Il messaggio di fine anno del presidente racchiude entusiasmo e prospettiva: «Entro giugno spero di poter cominciare, perché credo fermamente in questo progetto: così potremo rilanciare il Palermo nel 2009 e nel futuro ».
Ancora Zamparini: “Adesso che l’iter del centro commerciale s’è concluso e ho ricevuto il via libera per la costruzione, sarò come un carrarmato. Dipendesse da me partirei anche subito, ma sono convinto che i lavori del nuovo stadio inizieranno a gennaio del 2010“. Un anno di tempo: è questa la scadenza che si dà Maurizio Zamparini per posare la prima pietra della nuova ‘casa’ del Palermo. “La mia squadra entrerà in azione nei prossimi giorni – assicura il presidente rosanero -. Il progetto c’è già, adesso bisogna mettersi all’opera per superare tutti gli ostacoli burocratici. Mi aspetto collaborazione da parte dei politici, il nuovo stadio non è di Zamparini ma di tutta Palermo“.

Lotito: “Nel 2012 sarà pronto lo stadio della Lazio”

Intervista de Il Tempo al presidente della S.S. Lazio Claudio Lotito, che gira per la città con una cartella trasparente («mica una borsa di marca», tiene a precisare) che contiene mappe, planimetrie e foto del progetto più importante della storia della società più antica della Capitale. Vuole costruire lo stadio sulla Tiberina ma attende l’ok di Alemanno e degli esperti. Se le risposte fossero negative, è pronto a prendere in esame alternative che però allungherebbero i tempi.

Presidente, ci sono novità sullo stadio?

«L’amministrazione comunale ha dato ampia disponibilità a discutere il progetto, ovviamente nel rispetto dei ruoli. La costruzione di uno stadio o meglio di un cittadella biancoceleste non è importante solo per il club ma anche per la cittadinanza. Questo perché lo stadio porta oltre a tanti soldi anche ritorni occupazionali importanti. Sono previste circa tremila assunzioni nelle attività dirette e indirette. Nella struttura ci sarà anche un albergo senza dimenticare cinema e supermercati».

Tiberina o Settebagni?

«Intanto voglio precisare che sulla Tiberina il Tevere non ha esondato. Vigili del fuoco e autorità di bacino hanno escluso qualsiasi tipo di problema. Anche nei momenti peggiori della piena, il Tevere si è sempre mantenuto almeno due metri al di sotto dell’argine. Sulle aree in cui vorrei costruire lo stadio, in ogni caso il fiume non passa, lambisce solo la parte finale e marginale e non ci sono rischi di esondazione».

E le infrastrutture e i collegamenti?

«Si potrà arrivare anche con un battello via fiume da Castel Giubileo, in quel punto il Tevere è navigabile. La ferrovia è lì vicino e nei pressi c’è anche lo svincolo autostradale».

La Roma è un po’ indietro: ha il timore che questi problemi rallentino anche il progetto della Lazio?

«I progetti devono essere svincolati. Quando la Roma ha avuto la sua cittadella dello sport la Lazio non ha creato problemi. Lo stadio dev’essere considerato l’unica iniziativa in grado di salvare il calcio, noi siamo diversi dall’Inghilterra. Da loro abbiamo preso il sistema della divisione dei diritti televisivi ma non abbiamo capito che lì i soldi delle televisioni coprono solo il 25% dei bilanci, il resto è garantito da merchandising e da stadi. In Italia avviene esattamente l’opposto. Se un giorno Sky deciderà di dimezzare gli investimenti, si finirà nel caos».

Quanto tempo ci vorrà per lo stadio?

«Se c’è la volontà di tutte le componenti istituzionali della regione, basterebbero sei mesi per ottenere le autorizzazioni necessarie e poi un paio di anni e mezzo per costruirlo, quindi il 2012 potrebbe essere una data attendibile. Io ho visionato tanti altri stadi nel mondo e da ognuno ho carpito le cose che mi piacevano. Ieri parlavo con dei tedeschi venuti appositamente a Roma. Sono quelli che hanno curato gli stadi più importanti al mondo e mi ha fatto piacere il loro apprezzamento sull’ipotesi del progetto. Dobbiamo costruire una struttura che sia il più possibile avvenieristica. Deve avere una vita di almeno 100 anni. Non a caso abbiamo previsto cose molto importanti, anche dal costo elevato. Ma anche per poter creare degli eventi di carattere «spettacolare», concerti e quant’altro. Prevediamo inoltre un sistema di autoproduzione di energia, con pannelli fotovoltaici».

Quale sarà la capienza?

«Abbiamo circa 26 mila abbonati, in genere abbiamo sui 35 mila spettatori ogni partita. Con uno stadio nuovo avremo un incremento fino al 50% del valore attuale. I calcoli quindi portano proprio a 50-55 mila posti, che sarà la capienza del nostro stadio. Prevediamo un’area di ben 35 ettari dedicata esclusivamente ai parcheggi, anche interni con ascensore che porta direttamente al piano».

Quanto costerà tutto il progetto?

«Una cifra elevatissima. Che più o meno si può avvicinare ai 500 milioni di euro ma nessun cittadino tirerà fuori un euro. Sarà una cittadella dello sport, dove avranno spazio tutte le attività della polisportiva. Il mio progetto sarà in grado di produrre circa 100 milioni di ricavi all’anno, che ovviamente poi potrebbero essere investiti sul mercato della Lazio».

I tifosi della Lazio, che ricordiamo essere anche elettori, attendono risposte.

Articolo postato dal Il Re

STADI: UDINESE, PALERMO E LAZIO AL VIAultima modifica: 2009-01-15T15:56:00+01:00da lucchese1905
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