CALCIO E STADI – ECCO IL MODELLO SPAGNOLO

fc-barcelona-camp-nou.jpgIl modello inglese trasforma lo stadio in denaro, quello spagnolo in festa. Scegliete quello che vi piace di più e scartate allegramente quello italiano. Come in tutte le feste di Natale, moltissimi genitori hanno regalato ai figli una giornata allo stadio, da passare insieme, a guardare i campioni preferiti. Perché questo sia possibile sono necessarie almeno due condizioni: 1) che quel campionato non si fermi per tre settimane; 2) che andare allo stadio sia facile e di sicura soddisfazione.
A Barcellona, per fare un esempio, questa è la norma.
Sabato 3 gennaio: Barcellona-Maiorca, ore 20, anticipo di Liga. Procurarsi i biglietti per una partita come questa — non un big match — è semplice. Si può fare tutto via Internet, collegandosi con il sito del Barcellona (EXTRA NEWS)(www.fcbarcelona.cat). Una procedura comoda soprattutto per chi vive all’estero, ha deciso di fare una vacanza in Spagna per Capodanno, vuole andare al Camp Nou con i bambini e ama la vita tranquilla. Si sceglie il posto nello stadio «virtuale», come se fosse il web check-in di un volo aereo. Nel programma c’è anche una videocamera, che mostra quale visuale del campo avremo dal posto che stiamo scegliendo. Si paga con carta di credito, che in pratica funziona anche da documento di identità. Si può stampare il biglietto, evitando così la fila al botteghino dello stadio o alle rivendite. Un codice a barre garantisce che del biglietto non possano essere fatte copie: la macchina all’ingresso dello stadio ne «leggerà» uno soltanto. I bambini entrano gratis ma, in quel caso non hanno diritto a un loro posto. Guarderanno la partita in braccio a mamma e/o papà, sicuramente felici.
I controlli di sicurezza, rispetto all’Italia, sono ridotti al minimo. Entrati nello stadio si capisce il perché: non ci sono «gabbie » per i tifosi ospiti, ma non ci sono nemmeno curve monopo-lizzate da gruppi organizzati. Anzi, praticamente non c’è neppure uno striscione. C’è il rispetto per il tifoso, che non è criminalizzato. Ma il tifoso criminale, di sicuro, troverebbe molti vicini pronti a denunciarlo e non a spalleggiarlo.
Ci sono molti punti di ristoro nello stadio. Il Barcellona ha studiato anche un menu per bambini, con panini dolci, patatine, cioccolata, una parrucca blaugrana e un piccolo megafono di carta. I nutrizionisti storceranno il naso, ma una volta ogni tanto si può anche fare peccato. C’è un punto vendita ufficiale del Barcellona e alcuni stand appena fuori dallo stadio non della società. Il merchandising, però, è in gran parte originale e ci sono pure alcune furbate come
la maglia blaugrana di Ronaldinho e un lecca lecca con il nome e la faccia del brasiliano, che è passato al Milan. C’è sicuramente un pubblico di nostalgici o qualche giapponese che non ha aggiornato il suo database calcistico.
Non ci siamo dimenticati il particolare più importante, l’abbiamo solo lasciato per ultimo. La partita si vede benissimo, senza piste d’atletica, inferriate, gabbie, gente che occupa le uscite di sicurezza. Viene voglia di ritornare. Sembra un sogno. E invece è solamente la differenza tra un campionato che funziona e uno che si arrangia. Qualcuno potrebbe dire che è anche la differenza tra una nazione che corre e una che cammina.

E in Italia? Ah è vero, qui da noi c’è il cd. Decreto Pisanu, che in pratica rende più difficile acquistare un biglietto per lo stadio che uno per un volo per gli USA o Israele. Come se poi fosse la soluzione conro la violenza. Si spera che quanto prima almeno questa norma inutile e idiota (il termine è forte ma giusto, a nostro giudizio) e che l’Italia possa diventare, almeno nel calcio, un paese “normale”.

By Stadi e Business

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Articolo postato da Il Re

 

CALCIO E STADI – ECCO IL MODELLO SPAGNOLOultima modifica: 2009-01-13T18:39:00+01:00da lucchese1905
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