FEBBRE DA STADIO IN TUTTA ITALIA. A LUCCA PERCHE’ NO?

Febbre da stadio. I club di Serie A (e minori) cercano soldi

Paginona nell’inserto Economia sul Corriere della Sera, a cura del bravo Antonio Calitri, sul business dei nuovi stadi delle squadre di Serie A e non solo. Si parla di cifre intonro ai €2 miliardi in 3 anni, anche se in prospettiva potrebbero essere molto di più, con un modello USA vs. un modello inglese.
In Italia è scoppiata la febbre da stadio. Moderno e con annessa galleria commerciale e ipermercato. Una febbre che vede interessate le grandi società di Serie A ma anche le piccole delle serie minori. Per un business che nei prossimi tre anni potrebbe raggiungere i 2 miliardi di euro. In quest’ottica, agli inizi di novembre è stato presentato un nuovo disegno di legge bipartisan (dal senatore Alessio Butti del pdl e dal deputato Giovanni Lolli del pd) che in otto articoli punta a snellire le procedure burocratiche ed arrivare a una sorta di liberalizzazione degli stadi. Il progetto si basa anche su uno studio di Stage Up che calcola in sei miliardi di euro il potenziale business. Ma in una situazione di crisi degli immobili, del credito e dello stesso calcio, forse sarebbe meglio mantenersi su stime più realistiche. Tullio Camiglieri, ex direttore delle pubbliche relazioni di Sky, all’inizio dell’ anno ha aperto la sua società di public affairs Open Gate Italia che in questo momento sta «lavorando per valutare il giusto mix di attività commerciali e ricreative che devono avere due nuovi progetti di stadi in due medie città italiane» spiega.

 

Il modello americano
Per Camiglieri, va abbandonata l’idea dello stadio all’inglese tanto citata in questi anni, «a vantaggio di
quello statunitense. In Inghilterra gli stadi sono di proprietà dei club calcistici e hanno diversi negozi, ristoranti e museo del club, ma alla fine vivono soltanto di calcio e soltanto per il tempo degli eventi. Negli Usa invece, gli stadi sono luoghi di aggregazione che vivono 365 giorni all’anno grazie a una multiofferta che va dal drugstore alla multisala cinematografica, dall’arena per i concerti alla pista di pattinaggio ». E con un programma simile torna ad affacciarsi in Italia anche Antonio Giraudo che dopo calciopoli ha aperto a Londra una società di consulenza sportiva e immobi-liare, la Edenhill.

Lavori in corso a casa Juve
Più avanti di tutti sta la Juventus che
ha presentato ufficialmente il suo progetto che cancellerà il mai digerito stadio delle Alpi. Abbattimento del vecchio e ricostruzione di un nuovo impianto da 40 mila posti a un costo di 105 milioni di euro che oltre allo stadio comprenderà 34 mila metri quadri di attività commerciali e oltre 5 mila posti auto. Un progetto pensato anni fa dalla triade Moggi, Giraudo e Bettega e rilanciato dall’attuale presidente Giovanni Cobolli Gigli che sarà pronto per il 2011.

Tra le grandi c’è grande voglia di stadio in casa Inter dove circola da tempo un progetto che prevede uno stadio da 60 mila posti s u l l ‘ a r e a Rho-Pero con quasi mille sky-box, 80 punti ristoro, quattro ristoranti e 8 mila parcheggi per un costo che potrebbe toccare i 400 milioni di euro. Il piano doveva essere presentato entro la fine dell’anno ma sembra che in questo momento Moratti voglia frenare e dal club nerazzurro le bocche sulla questione sono completamente cucite.

A Roma entrambi i club puntano sul mattone «commerciale». Con la giunta Veltroni ebbe vita facile la As Roma che riuscì a trasformare in edificabile un terreno di 29 ettari nella zona periferica di Torrevecchia. Doveva nascere la cittadella giallorossa, ma i debiti della società che fa capo alla famiglia Sensi hanno congelato il progetto. Nell’ ambiente però, circolano i nomi di Caltagirone e di Toti pronti a rilevare quel prezioso suolo per 100 milioni di euro e a completare l’operazione immobiliare. Da qualche giorno però Rosella Sensi ha rilanciato affermandosi interessata, molto interessata a riaprire il fascicolo del nuovo stadio. Nel frattempo con Gianni Alemanno in Campidoglio si fa più concreto il progetto dello stadio delle Aquile, sogno del presidente della Lazio, Claudio Lotito che vorrebbe realizzare un’arena di 55 mila posti con copertura mobile, una piscina olimpionica, campi polisportivi, museo del club e naturalmente shopping center e ristoranti. Un progetto annunciato più volte e con stime di costi variabili da 100 a 500 milioni di euro, fermato dalla giunta Veltroni che ha ritenuto l’area sulla via Tiberina a rischio inondazione vista la vicinanza del Tevere.

Fiorentina griffata
Anche la Toscana è in prima fila per i nuovi stadi. L’operazione più importante è stata presentata dalla Fiorentina di Della Valle. Si tratta di un progetto pensato da Massimiliano Fuksas che prevede un investimento dai 100 ai 400 milioni di euro per
una cittadella viola dove oltre allo stadio da 44 mila posti ci sarà un centro commerciale dedicato al made in Italy, un museo di arte moderna e un parco a tema. Il progetto che ha visto favorevole gran parte della città e le principali autorità territoriali, ultimamente sta incontrando qualche resistenza. In particolare sulla collocazione si sono prima affrontati gli schieramenti politici.Poi, la settimana scorsa, l’area che aveva più chance di ospitare il progetto, quella di Castello di proprietà dei Ligresti è stata messa sotto sequestro dalla magistratura. Pertanto al momento la società viola resta alla finestra in attesa degli eventi. Pochi chilometri più a sud è già pronto il progetto esecutivo di Siena, gestito direttamente dal comune che vede il sindaco Maurizio Cenni impegnato in prima persona nel progetto a basso impatto ambientale dell’Isola d’Arbia, dove in due anni nascerà una vera e propria cittadella dello sport (e della musica) con stadio da 20 mila posti per il calcio, palasport per il Montepaschi basket e piscina olimpionica. Tutto per 60 milioni, garantiti dal Comune di Siena.

Situazione più fluida a Genova. Il sindaco vorrebbe legare la costruzione di un nuovo impianto alla vendita del Ferraris che però non offre grandi possibilità di sviluppo. Mentre a Sestri Ponente, l’olandese ForumInvest ha presentato un progetto da 250 milioni di euro che comprende uno stadio da 35 mila posti e un centro commerciale con ipermercato, dove il sindaco vorrebbe mandarci entrambe le squadre, ma al momento solo la Sampdoria ne sembra entusiasta.

Gigi Riva non ci sta
Il presidente del Cagliari, l’immobiliarista Massimo Cellino ha trovato un vero e proprio muro di proteste (compresa quella di Gigi Riva) per il suo
progetto di abbattere e ricostruire il Sant’Elia. Così per la sua Caralis Arena progettata dall’architetto Jaime Manca di Villahermosa ha trovato disponibilità del sindaco del vicino Quartu SantElena, dove il sindaco vorrebbe realizzare anche un palazzetto dello sport. Quanto allo stadio che resterebbe quello del progetto originale, si tratta di un contenitore da 25mila posti con un grande anello per ristoranti, palestre e centro benessere. E un parco commerciale esterno da 15 ettari con verde, pista di pattinaggio, campi da beach volley e beach tennis e galleria commerciale.Tutto a un costo di appena 35 milioni di euro e un tempo di realizzazione record di un anno, utilizzando le parti prefabbricate.

Non si sposta dal piazzale Argentina il vecchio Friuli di Udine. Il patron dell’Udinese Giampaolo Pozzo però vuole ristrutturarlo completamente. Un progetto (nella foto) che era partito importante ma si è ridimensionato a causa della congiuntura economica e ora è sceso sotto i 50 milioni di euro di investimento. Lo stadio avrà una nuova copertura totale, perderà la pista di atletica e confortevoli gradinate più vicine al rettangolo di gioco che consentiranno anche il recupero di spazi sottogradinata per attività sportive e commerciali.

Il Re

 

FEBBRE DA STADIO IN TUTTA ITALIA. A LUCCA PERCHE’ NO?ultima modifica: 2008-12-21T01:35:00+01:00da lucchese1905
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